Com'è fatto il concorso

SSM 2027: la pneumologia nel test SSM, quante domande e su che cosa

Un modello dei polmoni in gesso chiaro, con l'albero bronchiale in rilievo, al centro di una scrivania di legno chiaro e circondato da uno stetoscopio blu navy; sullo sfondo un libro rilegato color terracotta.

In reparto la pneumologia è soprattutto BPCO: pazienti cronici, riacutizzazioni, ossigeno a lungo termine. Nel concorso quella malattia, in dieci anni, è comparsa una volta sola. La pneumologia della prova è un'altra, più acuta, e ha due protagoniste precise.

Quante domande di pneumologia ci sono nel test SSM

Nelle dieci prove ufficiali dal 2017 al 2026 la pneumologia è la settima materia del concorso, presente in tutte: circa una domanda su diciannove, sette per prova.

Oscilla parecchio: tredici domande nel 2017, quattro nel 2019, e da allora fra cinque e otto. Il peso medio però è stabile, e la colloca nel gruppo delle materie che non si possono lasciare indietro.

Su che cosa chiede: gli argomenti che tornano

ArgomentoQuanto pesa
Malattie vascolari polmonariil blocco più grande, in otto prove su dieci
Malattie della pleuraquasi quanto il primo, in otto prove su dieci
Infezioni polmonarimolto
Malattie ostruttive delle vie aereefrequente
Oncologia toracicafrequente
Valutazione e sintomipresente
Insufficienza respiratoriapresente
Interstiziopatiepoco
Disturbi respiratori del sonnoquasi mai

⭐ Le prime due righe sono la chiave: circolo polmonare e pleura insieme fanno quasi metà della materia. Le malattie ostruttive, che occupano tanto spazio nei libri, stanno solo al quarto posto.

Quali patologie tornano di più: embolia e pneumotorace

La patologia più frequente è l'embolia polmonare: presente in otto prove su dieci, è la singola malattia con più domande della materia. Subito dietro il pneumotorace, spontaneo e traumatico, anche lui in otto prove.

⭐ Queste due, da sole, valgono più di un terzo di tutta la pneumologia del decennio.

Seguono la polmonite (comunitaria, nosocomiale, ab ingestis), l'asma, il carcinoma polmonare, l'insufficienza respiratoria acuta e la tubercolosi.

E la BPCO? Una domanda in dieci anni. È la malattia respiratoria più comune in reparto, e nel concorso quasi non esiste. Non vuol dire che non vada saputa; vuol dire che non è da lì che la pneumologia della prova porta i punti.

Come il concorso chiede la pneumologia

Sette domande su dieci descrivono un paziente, e sono spesso quadri acuti: il dolore toracico improvviso, la dispnea che compare in poche ore, il paziente allettato dopo un intervento. È coerente con le due protagoniste: embolia e pneumotorace sono diagnosi che si fanno in urgenza.

E la pneumologia è fra le materie con più immagini del concorso: una domanda su sette porta una radiografia o una TC da leggere. Vale la pena abituarsi a guardarle, non solo a leggerne la descrizione.

Studiare la pneumologia del concorso, non quella del reparto

Embolia polmonare e pneumotorace, da sole, valgono più di un terzo della materia. È raro che un concorso dica in modo così chiaro dove guardare, e conviene approfittarne prima di disperdersi sul resto.

Poi c'è il resto, e lì serve sapere dove sei davvero.

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