Com'è fatto il concorso

SSM 2027: la neurologia nel test SSM, quante domande e su che cosa

Un modello del cervello in gesso chiaro su un tavolo di legno chiaro, con davanti un martelletto per i riflessi dalla testa color terracotta e un diapason dorato.

La sclerosi multipla occupa capitoli interi dei libri di neurologia, e molti la studiano per prima. Nel concorso, in dieci anni, ha avuto una domanda. Nello stesso periodo un'altra malattia, molto meno studiata, è tornata sei volte, e ogni volta in una prova diversa.

Quante domande di neurologia ci sono nel test SSM

Nelle dieci prove ufficiali dal 2017 al 2026 la neurologia è presente in tutte, con cinque o sei domande a prova: circa una ogni ventisei.

Nei primi anni oscillava molto (otto domande nel 2018, due nel 2019); dal 2020 si è stabilizzata fra cinque e sette. È diventata una materia prevedibile, e questo aiuta chi la prepara.

Su che cosa chiede: gli argomenti che tornano

ArgomentoQuanto pesa
Malattie cerebrovascolariil blocco più grande, in nove prove su dieci
Neurodegenerative e demenzemolto
Sistema nervoso perifericofrequente
Giunzione neuromuscolare e muscolifrequente, in sei prove
Epilessia e disturbi della coscienzapresente
Cefalee, infezioni, neuro-oncologiapoco
Malattie demielinizzantiquasi mai

Il vascolare è la certezza della materia: ictus ischemico, emorragia, attacco ischemico transitorio mancano in una sola prova.

⭐ E l'ultima riga è la sorpresa: le malattie demielinizzanti, sclerosi multipla compresa, sono quasi assenti. Vanno sapute, ma non sono il posto dove la neurologia del concorso porta i punti.

Quali patologie tornano di più: la miastenia

⭐ La malattia più fedele della materia è la miastenia gravis: sei domande in dieci anni, ognuna in una prova diversa. Nessun'altra patologia neurologica è così regolare.

Con lei, a pari numero di domande, il Parkinson e l'ictus ischemico con l'attacco ischemico transitorio. Seguono le neuropatie periferiche con la sindrome di Guillain-Barré, l'ictus emorragico (intraparenchimale e subaracnoideo), le demenze frontotemporale e a corpi di Lewy.

La sclerosi multipla, in tutto il decennio, ha avuto una domanda sola.

Come il concorso chiede la neurologia: il racconto clinico

Otto domande su dieci descrivono un paziente, ed è una descrizione lunga: le domande di neurologia sono fra le più estese del concorso, circa un quarto più della media. C'è l'esordio, c'è l'andamento nel tempo (improvviso, fluttuante, progressivo), c'è l'esame obiettivo.

L'età tipica è intorno ai sessant'anni, coerente con ictus, Parkinson e demenze.

Questo dice come studiarla: più che l'elenco dei segni di ogni malattia, serve riconoscere il ritmo del quadro. Una debolezza che peggiora la sera e migliora col riposo, un deficit comparso in pochi minuti, una rigidità che avanza da anni: è spesso il tempo, non il sintomo, a indicare la risposta.

La neurologia si vince riconoscendo il quadro

Cinque o sei domande a prova, quasi tutte costruite come un racconto clinico: un esordio, un'evoluzione, un segno che decide. È una materia che premia chi ha visto tanti casi, e i casi si possono vedere anche prima del reparto.

La cosa difficile è capire quale quadro ti sfugge: il vascolare, il neuromuscolare, il degenerativo.

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