Com'è fatto il concorso

SSM 2027: la medicina del lavoro nel test SSM, quante domande e su che cosa

Un elmetto da cantiere bianco, un paio di cuffie antirumore blu navy e un paio di guanti da lavoro in pelle, appoggiati su un banco di legno chiaro vicino alla finestra.

Un operaio di cantiere navale con trent'anni di lavoro alle spalle, una radiografia del torace fatta per controllo. Un edile di quarantasette anni che comincia a sentire meno. Nella medicina del lavoro del concorso la diagnosi è spesso scritta nella prima riga: basta leggere che lavoro fa il paziente.

Quante domande di medicina del lavoro ci sono nel test SSM

Nelle dieci prove ufficiali dal 2017 al 2026 la medicina del lavoro è presente in tutte, con due domande a prova. Non è una media: in otto prove su dieci le domande sono state esattamente due, con una sola eccezione in su (tre nel 2017) e una in giù (una nel 2020).

È una delle materie più regolari del concorso. Poco peso, ma un peso che non cambia.

Su che cosa chiede: gli argomenti che tornano

ArgomentoQuanto pesa
Patologie da lavoro di vari apparatiil blocco più grande, in sei prove
Fattori di rischio occupazionalemolto, in cinque prove
Oncologia professionalepresente
Legislazione e principipoco
Patologie respiratorie da lavoropoco

La materia si regge su due pilastri: le malattie che il lavoro provoca (l'udito, la pelle, le articolazioni, i vasi) e i rischi che le provocano (chimico, fisico, biologico). Insieme sono più di metà delle domande.

Quali temi tornano di più

In testa c'è l'ipoacusia da rumore, presente in tre prove: è la malattia professionale per eccellenza, e il concorso la chiede con regolarità. Seguono gli agenti cancerogeni con la loro classificazione, il rischio biologico in ambito sanitario e non, le pneumoconiosi (silicosi, asbestosi), le patologie da vibrazioni, le neoplasie professionali come il mesotelioma, e la parte medico-legale: la denuncia dell'infortunio e della malattia professionale.

Un tema compare più volte sullo sfondo: il lavoro in ospedale. L'infermiere esposto alla tubercolosi, il personale che solleva pazienti non collaboranti. È il posto di lavoro che il futuro specializzando conosce meglio.

Come il concorso chiede la medicina del lavoro: il mestiere è l'indizio

Le domande sono di due tipi, in parti simili.

Il primo è la definizione: che cosa studia l'ergonomia, che cosa si intende per rischio, su che cosa si basa la prevenzione dell'esposizione chimica. Si risponde in pochi secondi, se la definizione è precisa.

Il secondo è il caso, e qui c'è una regola che torna spesso: l'indizio che decide è il mestiere. Il cantiere navale porta all'amianto, l'edilizia al rumore e alle polveri, la corsia alla tubercolosi. Chi legge la prima riga con attenzione ha spesso già la risposta.

Due punti fissi, un elenco corto

Due domande a prova, ogni anno, su un elenco di temi che si può tenere in una pagina: rumore, polveri, amianto, agenti biologici, cancerogeni. La medicina del lavoro è una delle materie in cui poco studio fatto bene rende quasi per intero.

La condizione è arrivarci con quell'elenco già in testa, non scoprirlo il giorno della prova.

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