Com'è fatto il concorso

SSM 2027: la cardiochirurgia e la chirurgia vascolare e toracica nel test SSM, quante domande e su che cosa

Un modello del cuore in gesso chiaro, con l'aorta e i grandi vasi in rilievo, su un telo blu navy piegato, accanto a un porta-aghi d'acciaio e a una bobina di filo da sutura blu navy; sullo sfondo la base d'ottone di una lampada.

Tre chirurgie, una sola voce nel concorso, e poche domande: una o due a prova, a volte nessuna. Ma dentro quel poco c'è una malattia che torna con una regolarità che nessun'altra di queste tre discipline ha. E chi ha letto la pagina sulla cardiologia la riconoscerà.

Quante domande di cardiochirurgia e chirurgia vascolare ci sono nel test SSM

Nel concorso cardiochirurgia, chirurgia vascolare e chirurgia toracica stanno sotto una voce sola. Contando le dieci prove ufficiali dal 2017 al 2026, quella voce è comparsa in otto prove, con una, due o tre domande: quindici in tutto il decennio.

Nel 2017 e nell'ultima prova non c'era nessuna domanda. È una delle materie più piccole del concorso, e anche una delle meno regolari: non si può contare su di lei, ma non si può nemmeno ignorarla.

Su che cosa chiede: gli argomenti che tornano

ArgomentoQuanto pesa
Chirurgia vascolare: aorta e arterie perifericheil blocco più grande, in cinque prove
Chirurgia toracica: tumorifrequente
Cardiochirurgia: valvole e aortapresente
Chirurgia toracica: patologia benigna e traumapresente
Cardiochirurgia coronarica, carotide e venequasi mai

⭐ Delle tre discipline, quella che pesa di più non è la cardiochirurgia: è la chirurgia vascolare, con l'aorta addominale e le arterie periferiche. Da sola vale più di un terzo di tutte le domande.

Quali patologie tornano di più: l'aneurisma dell'aorta

⭐ L'aneurisma dell'aorta, addominale e toracico, con la scelta fra intervento tradizionale ed endovascolare: cinque domande in cinque prove diverse. È un terzo di tutta la materia, e nessun'altra patologia di queste tre chirurgie torna così.

Dietro, il trattamento chirurgico dei tumori del polmone (lobectomia, pneumonectomia, stadiazione), la patologia della pleura (pneumotorace, empiema) e la stenosi carotidea con endoarteriectomia e stenting.

E l'aorta non viene solo da qui: nella cardiologia del concorso le malattie vascolari sono il blocco più grande. Aneurisma e dissezione tornano dalle due parti.

Come il concorso chiede queste chirurgie

Sette domande su dieci descrivono un paziente, e l'età tipica è intorno ai sessant'anni: l'uomo con un aneurisma scoperto per caso, il fumatore con un nodulo polmonare, il paziente con una stenosi carotidea.

Le domande sono fra le più brevi del concorso: pochi dati, e una decisione precisa. Quando operare, con quale tecnica, quale esame prima. In dieci anni nessuna immagine.

Più della tecnica chirurgica, conta l'indicazione. Quando un aneurisma va trattato, quando un tumore è operabile, quando una stenosi merita l'intervento. È una conoscenza che serve a ogni medico, non solo al chirurgo.

L'aorta vale due volte

L'aorta torna nel concorso da due porte: dalla cardiologia, dove le malattie vascolari sono il blocco più grande, e dalla chirurgia, dove l'aneurisma è la domanda più fedele. Studiarla bene una volta rende due volte.

Il resto di queste tre chirurgie vale poco, e si difende sapendo dove sei.

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