Com'è fatto il concorso

SSM 2027: l'ematologia nel test SSM, quante domande e su che cosa

Un portaprovette di legno con quattro provette piene di un liquido rosso scuro, su un tavolo di legno chiaro, accanto a due vetrini da microscopio e a un quaderno blu navy chiuso.

Linfomi, leucemie, mieloma: l'ematologia sembra una materia di tumori rari e classificazioni da imparare a memoria. Il concorso conferma la parte sui tumori, ma mette in testa alle patologie una diagnosi che ogni medico fa in ambulatorio, con un emocromo e una ferritina.

Quante domande di ematologia ci sono nel test SSM

Nelle dieci prove ufficiali dal 2017 al 2026 l'ematologia è presente in tutte, con circa cinque domande a prova: una ogni ventisette, più o meno.

Il numero oscilla fra tre e nove, senza una direzione chiara: nove nel 2019, tre nel 2024, cinque nelle ultime due prove. È una materia di peso medio, sempre presente, che nessuna prova ha ignorato.

Su che cosa chiede: gli argomenti che tornano

ArgomentoQuanto pesa
Neoplasie linfoidi e plasmacellulariil blocco più grande, in otto prove su dieci
Anemiemolto, in otto prove su dieci
Emostasi e trombosimolto
Neoplasie mieloidifrequente
Sintomi cardinali e terapiapoco

⭐ Il primo blocco pesa più di un terzo della materia: linfomi, leucemia linfatica cronica, mieloma. È la parte dell'ematologia che richiede più studio, ed è quella che il concorso chiede di più.

Le anemie sono il secondo pilastro, altrettanto costante. E l'emostasi (coagulopatie, piastrinopenie, trombosi) vale quasi quanto le anemie: un capitolo che spesso si studia per ultimo.

Quali patologie tornano di più

In testa, a pari numero di domande, due patologie ai due estremi della materia: l'anemia sideropenica, presente in cinque prove, e il mieloma multiplo con le altre discrasie plasmacellulari.

Seguono le neoplasie mieloproliferative croniche (policitemia vera, trombocitemia essenziale, mielofibrosi), la leucemia linfatica cronica, le talassemie con l'anemia falciforme, le coagulopatie congenite come emofilia e von Willebrand, la piastrinopenia immune e le anemie megaloblastiche.

È un elenco che attraversa tutta l'ematologia: nessun capitolo si può saltare, ma nessuno domina.

Come il concorso chiede l'ematologia

Due domande su tre descrivono un paziente, e l'età tipica è intorno ai cinquantotto anni: l'adulto maturo con un emocromo alterato, una splenomegalia, un'anemia da spiegare.

Molte domande si reggono su un valore di laboratorio: un volume corpuscolare, una ferritina, una componente monoclonale, una conta piastrinica. Conviene quindi studiare ogni malattia partendo dal suo quadro di laboratorio, perché è da lì che la domanda di solito comincia.

Le immagini sono quasi assenti: una sola in dieci anni.

Le anemie fanno i punti sicuri, le neoplasie la differenza

L'ematologia del concorso ha due facce: le anemie, che quasi tutti sanno, e le neoplasie linfoidi, che pesano di più e che molti sanno meno. Cinque domande a prova si giocano fra queste due.

E il modo di saperlo è guardare dove sbagli: sull'emocromo o sul linfoma.

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