Com'è fatto il concorso
SSM 2027: l'anestesia e la medicina d'urgenza nel test SSM, quante domande e su che cosa

L'emergenza è la parte del concorso che molti pensano di sapere già, perché l'hanno vista in reparto e in pronto soccorso. Poi arriva la prova, e le domande di questa materia sono fra le più lunghe e più dense di tutto il test. Vediamo che cosa chiedono davvero.
Quante domande di anestesia ed emergenza ci sono nel test SSM
Nelle dieci prove ufficiali dal 2017 al 2026 anestesia, rianimazione ed emergenza sono la sesta materia del concorso, presente in tutte: circa una domanda su diciotto, otto per prova.
L'oscillazione è ampia: quattro domande nell'anno più magro, dodici nel 2025. Ma la materia non è mai sparita da una prova.
Con il punteggio del bando (un punto alla risposta esatta, meno 0,25 all'errore) otto domande sono otto punti, e ogni errore toglie un quarto di punto: in una materia di decisioni rapide, rispondere solo quando si è riconosciuto il quadro conta.
Su che cosa chiede: gli argomenti che tornano
| Argomento | Quanto pesa |
|---|---|
| Principi di anestesia | il blocco più grande |
| Emergenze cardiovascolari | molto, e in nove prove su dieci |
| Trauma e tossicologia | molto |
| Emergenze infettive | frequente |
| Emergenze neurologiche | presente |
| Terapia intensiva | presente |
| Emergenze respiratorie, addominali, metaboliche | poco |
⭐ Il primo posto sorprende chi pensa a questa materia come pronto soccorso: l'anestesia vera e propria (la valutazione prima dell'intervento, l'anestesia generale e locoregionale) è il blocco più grande.
E le emergenze cardiovascolari sono la presenza più costante: mancano in una sola prova. È l'argomento da cui partire.
Quali patologie tornano di più
In testa ci sono la sepsi e lo shock settico: è la condizione con più domande di tutta la materia. Subito dopo l'arresto cardiocircolatorio con gli algoritmi di rianimazione, che è la più fedele: presente in sette prove su dieci.
Seguono il trauma (cranico, toracico, addominale), lo scompenso acuto con l'edema polmonare, il coma e le alterazioni della coscienza, la chetoacidosi diabetica, l'anestesia locoregionale e la valutazione pre-anestesiologica con la classificazione ASA.
Sono quadri che nella pratica si gestiscono con una sequenza, prima questo e poi quello, ed è così che conviene studiarli: come ordine di azioni, non come elenco di nozioni.
Come il concorso chiede l'emergenza: domande lunghe
Due domande su tre descrivono un paziente, ed è una descrizione più ricca del solito: le domande di questa materia sono più lunghe della media del concorso, circa un quinto in più. Spesso c'è la scena (il pronto soccorso, la sala operatoria, il reparto), ci sono i parametri vitali, c'è un'evoluzione nel tempo.
Questo cambia il modo di leggerle. In novanta secondi bisogna trovare il dato che decide: una pressione che crolla, una saturazione, un punteggio di coscienza. Il resto è contesto.
Conviene allenarsi proprio su questo, leggere per trovare il parametro chiave, più che imparare a memoria i protocolli in astratto.
Nell'emergenza la domanda è lunga, la decisione è una
Otto domande a prova, due su tre costruite come una scena: il paziente arriva, i parametri scendono, e bisogna scegliere il passo giusto. È una materia che si prepara allenando la decisione, non solo ripassando le linee guida.
E l'allenamento serve a capire dove esiti: sulla sepsi, sul trauma, sull'anestesia.
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